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Non voglio parlare delle sue teorie e/o scoperte … ovviamente.
Voglio cercare di capire perché se fermi qualcuno per strada e chiedi chi è stato un genio assoluto nella nostra storia, il primo nome che viene in mente è Albert Einstein.

Gli esordi di Albert Einstein non hanno nulla a che spartire con i classici bambini prodigio. Fino ai tre anni non parla e fino all’età di nove anni non riesce a leggere. A chi lo guarda appare solo come un bambino di quattro anni imbambolato davanti alla bussola che il padre, per distrarlo, gli metteva vicino al letto. Qualcuno ha visto in questo suo comportamento una leggera forma di autismo … In verità, a scuola, Einstein è a disagio, non ama la disciplina militare a cui sono sottoposti gli alunni a quel tempo e polemizza aspramente con i suoi insegnanti. Non smetterà di farlo mai, neanche all’università.

Solo successivamente, passata la prima infanzia, a scuola emergerà il suo intuito verso la matematica, la fisica e la geometria (si diceva fosse un alunno pessimo, ma è falso).
Altra cosa che lo rende almeno originale è la sua ironia e il suo aspetto in generale, dai capelli arruffati agli abiti sempre “comodi” ( le sue frasi e le sue foto le avrete presenti tutti).

Sappiamo, anche solo per sentito dire, che la fisica moderna si regge ancora sulle sue scoperte e sulle sue teorie innovative e si continua a parlarne dopo 65 anni dalla sua morte.

Forse tutto questo lo avvicina tantissimo alla gente, lo rende una figura simpatica e amichevole. Poi, a chi non piace quello che “ce la fa” partendo dalle retrovie…

Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso.

 

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